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Come garantiamo il segreto del voto

Quando confermi il voto il sistema scrive due cose diverse, in due tabelle diverse, che non hanno nessun campo in comune.

Registro degli elettori

  • Nome e cognome
  • Email (cifrata)
  • Data dell'invito
  • "Ha votato": solo il giorno

Non contiene: le tue scelte

≠

Urna

  • Chiave casuale della scheda
  • Le scelte
  • Il giorno
  • Impronta della ricevuta

Non contiene: nome, email, ora, nessun riferimento all'elettore

Firma cieca: il collegamento è impossibile, non solo "non salvato"

  1. Il tuo browser crea un gettone casuale e lo "maschera" con un numero che conosce solo lui.
  2. Prima richiesta, col tuo link personale: il server controlla che tu abbia diritto di voto, segna "ha votato" e firma il gettone mascherato senza poterlo vedere.
  3. Il browser toglie la maschera: ora ha un gettone firmato che il server non ha mai visto in chiaro.
  4. Seconda richiesta, qualche secondo dopo e senza nessun dato che ti identifichi: il browser deposita la scheda con il gettone firmato. Il server accetta la scheda perché la firma è valida, ma non può sapere di chi è.
  5. Ogni gettone vale una sola scheda. Il codice che maschera il gettone gira nel tuo browser ed è pubblico (js/AN05_blind.js): chiunque abbia competenze tecniche può controllarlo.

Cosa non salviamo

Cosa puoi verificare da solo

  1. Subito dopo il voto vedi le due righe appena salvate, rilette dal database: sul tuo nome non ci sono scelte, nella scheda non c'è il nome.
  2. Con il codice ricevuta controlli, nella pagina dei risultati, che la tua scheda sia nell'urna e sia stata contata.
  3. A votazione chiusa l'urna è pubblica (senza nomi): puoi ricontare tutte le schede con un clic e confrontarle con i risultati.
  4. Il sistema confronta i totali con le schede e con una copia cifrata dei contatori e segnala qualsiasi differenza.

Limiti, detti chiaramente

Con la firma cieca il collegamento è impossibile anche per chi gestisce il server, perché il server non vede mai il gettone col tuo nome. Restano due tracce indirette, ridotte ma non azzerate: l'indirizzo internet da cui arrivano le richieste (non lo salviamo nelle tabelle, ma i registri tecnici del fornitore di hosting lo conservano) e la vicinanza nel tempo fra le due richieste, attenuata dall'attesa casuale prima del deposito.

Nelle votazioni senza firma cieca la separazione fra nome e scelte vale per i dati salvati: nessuno, nemmeno l'organizzatore, può ricostruirla dopo. Chi gestisce tecnicamente il server, osservando il sistema in tempo reale proprio mentre voti, avrebbe in teoria più possibilità.

Per lo stesso motivo l'urna non viene pubblicata se le schede sono meno di 5: con pochissimi votanti le combinazioni di scelte potrebbero far capire chi ha votato cosa.

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